Valutare l’insegnamento. Ediz. ital. a cura di M. Comoglio

SERGIOVANNI Thomas J. - STARRATT Robert J.

  • Codice EAN/ISBN: 978-88-213-0520-7
  • Num. Collana: 78
  • Anno di pubblicazione: 2003
  • Pagine: XXXVI-408

21.25

Nell’ambito dell’istruzione/educazione la parola “valutazione” tende ad essere riferita revalentemente agli studenti. Sempre più spesso, tuttavia, si parla anche di valutazione ell’insegnamento (oppure, in modo improprio, dell’insegnante) e di valutazione della scuola. A questi due tipi di valutazione fa riferimento il presente volume.
Applicata al processo dell’insegnamento la parola “valutazione” sembra avere a prima vista un significato chiaro e univoco. In realtà ad una analisi più approfondita propone una serie di problemi molto complessi. A quale scopo dovrebbe mirare la valutazione dell’insegnamento? A migliorare la pratica quotidiana dell’insegnante per adeguarla il più possibile agli obiettivi stabiliti dallo stato, dalla scuola, dalla famiglia, a servire meglio i bisogni di tutti i ragazzi, a introdurre criteri di maggiore giustizia professionale, o ad altro ancora?
Vi sono di certo modi diversi di insegnare che sono connessi alla capacità dell’insegnante di affrontare situazioni di classe eterogenee tra loro. Ma è anche vero che vi sono modi efficaci e produttivi di insegnare che promuovono l’apprendimento e modi inefficaci e improduttivi che non facilitano l’apprendimento né stimolano lo sviluppo intellettivo o personale di coloro che apprendono.
Risulta anche evidente che alcuni modi di insegnare sono particolarmente adatti per certi obiettivi di apprendimento mentre altri lo sono molto meno.
La valutazione, sostengono Sergiovanni e Starratt, è un fatto serio e importante nella vita della scuola, ma non deve essere pensata come azione di “controllo”, come verifica di natura “burocratica”, e tanto meno come mera applicazione di principi “tecnico­razionali”. Come allora deve essere pensata? Il volume illustra la prospettiva assunta dagli autori.