I Salesiani e la “Pia Casa Arcivescovile” per i sordomuti di Napoli (1909-1975)

CASELLA Francesco

  • Codice EAN/ISBN: 978-88-213-0509-2
  • Num. Collana: 21
  • Anno di pubblicazione: 2002
  • Pagine: 116

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La monografia, corredata da un’appendice documentaria e fotografica, è la ricostruzione storica della vicenda che ha portato i salesiani ad interessarsi dell’educazione dei ragazzi sordomuti della “Pia Casa Arcivescovile” di Napoli (1909), del consolidamento dell’attività educativa svolta in tale istituzione e, infine, della dismissione di tale attività (1975). Il prologo ha avuto il suo inizio nel 1884, quando don Lorenzo Apicella chiese a don Bosco di aggregare alla Società salesiana le sue quattro case per sordomuti ed il personale. La proposta, discussa nel Capitolo Superiore, suscitò reazioni contrastanti di fronte al parere positivo di don Bosco, per cui l’istanza dell’Apicella fu respinta. Solo nel 1909 il Rettor Maggiore don Rua, che aveva mediato tra gli opposti pareri dei capitolari, l’accettò.
Per l’educazione e l’istruzione dei sordomuti, i salesiani si ispirarono alla loro tradizione pedagogica e al metodo orale, più che quello mimico o dei segni. Il lavoro dei primi educatori, l’ammodernamento delle strutture e l’appoggio delle autorità fecero sì che i sordomuti passassero da una condizione di mendicità a quella di studenti prima e di artigiani specializzati (o comunque di operai) poi, grazie alle diverse attività di laboratorio che affiancarono in modo integrato l’opera della scuola.
L’istituzione acquistò una notevole rilevanza sociale nella città di Napoli e nel Mezzogiorno d’Italia.