I miracoli di Maria. Spiritualità mariana e pietà popolare abissina

MARCANDALLI Aristide

  • Codice EAN/ISBN: 978-88-213-0517-7
  • Num. Collana: 13
  • Anno di pubblicazione: 2003
  • Pagine: 224

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Tra i messaggi che rimbalzano con più frequenza in questo inizio di millennio va annoverato l’insistente anelito ad un rinnovato processo ecumenico all’interno della Chiesa cattolica, in particolare con l’Oriente cristiano.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II aveva già intuito alcune ricchezze dell’Oriente, che andavano recuperate: «Il conoscere, venerare, conservare e sostenere il ricchissimo patrimonio liturgico e spirituale degli Orientali è di somma importanza per la fedele custodia dell’integra tradizione cristiana e per la riconciliazione dei cristiani d’Oriente e d’Occidente» (UR 15).
In questa scia del patrimonio liturgico e spirituale si situa il presente volume. Esso presenta il testo mariano «Tä’amrä Maryam» ovvero «I Miracoli di Maria», un testo che è in grado di catalizzare in modo profondo ed equilibrato i temi principali della moderna riflessione mariologica e di riproporli alla riflessione spirituale che ne è conseguita.
Il «Tä’amrä Maryam» ha fatto il suo ingresso in Abissinia tra la fine del secolo XIV e l’inizio del secolo XV. In seguito, l’imperatore Zare’a Ya’qob (1434-1464), constatata la presenza di gruppi ereticali anti-mariani, prescrisse: «In giorno di domenica e in tutte le feste di Nostra Signora i Miracoli siano letti». Così, attraverso questa lettura liturgica domenicale e festiva, che rimane invariata fino ai nostri giorni, viene trasmessa la traditio fidei e difeso il depositum fidei.
Attraverso un testo come quello dei «Miracoli di Maria» l’azione liturgica intende guidare il credente abissino all’incontro con Dio. Facendogli vivere l’esperienza di essere Chiesa, lo aiuta a sperimentare il proprio appartenere a Dio in Cristo diretto a farlo progredire nello Spirito. E tutto questo sull’esempio di Maria.
Possano, coloro che verranno in contatto con questo libro, crescere nella stima e nell’amore verso la Vergine Madre (e in Lei verso la Trinità Santissima) e anche nei confronti del popolo abissino, cioè degli Etiopi ed Eritrei.